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Guido Horn d'Arturo 
(Marina Zuccoli)

 
Fig. 1: Guido Horn d'Arturo durante la spedizione in Somalia.
(
Credit: M. Zuccoli, F. Bònoli "Guido Horn d'Arturo e lo specchio a tasselli" Bologna, CLUEB, 1999)
 

Guido Horn nasce nel 1879 a Trieste, a quel tempo governata dall'impero d'Austria e Ungheria. Aggiunge "d'Arturo" al cognome (omaggio contemporaneamente al nome del padre e alla stella più brillante della costellazione di Bootes) durante la prima guerra mondiale, per renderlo più italiano, allorché diserta l'esercito austriaco e si arruola volontario in quello italiano.

Laureatosi a Vienna nel 1902 con una tesi sulla determinazione dell'orbita della cometa 1889IV, lavora poi agli Osservatori di Trieste, Catania, Torino, Collegio Romano e, infine, a Bologna, stabilmente, dal 1920, dove detiene la cattedra di astronomia.
Ebreo, subisce l'allontanamento dall'Università a causa delle leggi razziali nel 1938, per poi essere reintegrato nel 1945.
Muore a Bologna nel 1967.

A Horn d'Arturo spetta il merito di aver risollevato le sorti dell'astronomia a Bologna nel '900, dopo il lento declino che, nel XIX secolo, aveva fatto seguito al fulgore raggiunto nel '700 dalla Specola sotto la direzione di Eustachio Manfredi. Poliglotta e sensibile alla cultura umanistica, fu dotato tanto di brillanti intuizioni scientifiche, quanto di talento organizzativo, che dispiegò soprattutto in tre campi: la strumentazione, la ricerca e la divulgazione.

 

 


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