Nel
2010 le statistiche riportate dalla IEA (International Energy Agency) collocano
il Brasile al nono posto nella lista dei Paesi al mondo come consumatori di
energia; la richiesta è notevolmente cresciuta nell’ultimo decennio a supporto
dello sviluppo economico del Paese.
Il consumo energetico attribuibile alle fonti fossili è riportato nella tabella 1, unitamente ai valori relativi alla produzione annuale e alle rispettive riserve accertate. Il consumo totale di energia primaria è stato pari a 260 Mtep nel 2008: circa il 50% coperto da combustibili liquidi quali petrolio ed etanolo, seguito dall’idroelettrico e dal gas naturale (figura 1).
Figura 1. Consumo di energia per fonte (anno 2008) (Credit:IEA)
Il
Brasile, dopo il Venezuela è il secondo Paese del Sud America per riserve
provate di petrolio che ammontano a quasi 2.000 Mtep; nel 2010 la produzione
giornaliera di combustibili liquidi è
stata di circa 2,7*106 barili equivalenti al giorno, pari a poco più
di 100 Mtep all’anno, di cui il 75% è costituito da petrolio (vedi figura 2).
Figura 2. Produzione di combustibili liquidi (etanolo più petrolio) nei Paesi del Sud America (Credit:IEA) Nella valutazione dei dati energetici di paesi che utilizzano combustibili liquidi non derivati dal petrolio bisogna tener conto del diverso potere calorifico dei vari combustibili. Nel caso dell’etanolo il potere calorifico è pari a circa i 2/3 (6.400 kcal/kg) di quello dei derivati petroliferi (valore convenzionale di 10.000 kcal/kg). Per tener conto di ciò si convertono i barili di etanolo in barili equivalenti che rappresentano il contenuto energetico misurato in termini di barili o tonnellate di petrolio equivalente. I valori riportati in figura 2 sono espressi in barili equivalenti e permettono di evidenziare che l’apporto energetico dell’etanolo brasiliano ammonta a circa 700.000 barili equivalenti al giorno pari a circa il 25% del contributo energetico dei combustibili liquidi (petrolio + etanolo) corrispondente a circa il 12% del consumo globale di energia primaria. Dal 2009 la produzione di combustibili liquidi (petrolio ed etanolo) ha sorpassato il consumo interno (figura 3): le tendenze delineate dalla IEA per il futuro confermano questo trend per i prossimi 10 anni: le esportazioni di greggio dovrebbero infatti aumentare anche a seguito della scoperta di importanti giacimenti petroliferi sottomarini.
Figura 3. Produzione e consumo di combustibili liquidi (Credit:IEA)
Sono
stati infatti identificati consistenti giacimenti di petrolio a circa 6000 m di
profondità sotto il livello del mare e al di sotto di un sottile strato di sale
nella zona di Tupi, Santos Basin, Iracema, Carioca, Iara, Libra, Franco e
Guara: alcuni analisti hanno stimato quantitativi pari a 6850 Mtep di petrolio
(figura 4).
Figura 4. Ubicazione dei giacimenti di petrolio sottomarini presenti in Brasile nel campo petrolifero diTupi, nell'Oceano Atlantico Al momento le difficoltà tecniche (profondità e pressione) per accedere alle riserve rappresentano un ostacolo al loro utilizzo; la Petrobas, compagnia petrolifera nazionale sta investendo per rendere tali riserve fruibili ed economicamente convenienti in un futuro prossimo. Per quanto riguarda l’etanolo, il Brasile è il secondo Paese produttore a livello mondiale dopo gli Stati Uniti: nel 2009 ne sono stati prodotti circa 20 Mtep (figura 5). Figura 5. Produzione di etanolo (barili al giorno) (Credit:IEA) Gran parte dell’etanolo prodotto viene utilizzato nel settore dei trasporti: più della metà delle automobili del paese infatti sono alimentate da questo tipo di combustibile (figura 8). L’etanolo ha raggiunto la quota record di circa 16 miliardi di litri venduti nei distributori sparsi nel Paese. Molte auto alimentate ad alcol utilizzano come carburante miscele etanolo - benzina con tenori di alcol che variano dal 15 all’85%. I motori adatti sono quelli a benzina; l’aggiunta dell’etanolo determina un notevole aumento del numero di ottano che supera sensibilmente il valore di 100, migliorando così le prestazioni. Tra gli svantaggi delle miscele etanolo benzina rientra l’effetto del minore potere calorifico dell’etanolo che a parità di volume del serbatoio riduce sensibilmente l’autonomia del veicolo.
Secondo il governo brasiliano, l’uso dell’etanolo come carburante per autoveicoli ha evitato l’importazione di 1,1 miliardi di litri di gasolio, per un risparmio totale di circa 976 milioni di dollari.
Per quanto riguarda il consumo di metano questo copre una piccola percentuale del mix energetico. In figura 9 sono riportati i dati relativi alla produzione e al consumo di gas naturale nell’ultimo decennio. Il gas naturale importato proviene soprattutto dalla Bolivia e dall'Argentina; una parte arriva via mare sotto forma di LNG (Liquefied Natural Gas).
Figura 9. Statistiche riguardanti la produzione e il consumo di metano (Credit:IEA) |